Gv 17,22

« E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa*

Fin dal Prologo l'evangelista ci ha detto che il Verbo incarnato è Colui che dà agli esseri umani  la possibilità di “vedere” Dio (Cfr. Gv 1,18) e... detto in altri termini... ciò significa che Lui rivela ai credenti la gloria divina.
Adesso, Gesù dice che la gloria che il Padre Gli ha dato, Lui l'ha data a loro, cioè ai suoi discepoli... “perché siano uno come noi siamo uno”*... e sarà proprio con questo ingresso dei discepoli nella reciproca immanenza tra il Padre e il Figlio che si sostanzierà, per loro, il dono della “vita eterna” (Gv 17,2).
L'amore fraterno che i discepoli (e poi anche i cristiani delle successive generazioni) sapranno esprimersi vicendevolmente, sarà il frutto dell'amore divino infuso in loro dal Padre attraverso il Figlio e... proprio perché sapranno “metabolizzare” questa vita divina... essi saranno uno nel Figlio e, attraverso di Lui, anche nel Padre, per cui essi “dimoreranno” in quella salvezza che è qui definita con il termine gloria.
In questo modo, la comunità di quanti saranno abitati dalla presenza di Cristo, che si “fonderà” in loro, costituiranno il nuovo “tempio” da cui tale divina presenza potrà irradiarsi nel mondo.
Ecco dunque che... a differenza dell'Antica Alleanza, dove nessun uomo poteva vedere il “volto”, cioè la “gloria” di Dio (Es 33,20; Cfr Lv 16,2)... nella Nuova Alleanza, grazie a Cristo, ogni essere umano può vedere e ricevere la gloria divina, quale condizione per la vita eterna.

Segue: Gv 17,23

Vedi nel Glossario le voci:
“Gloria”
“Inabitazione”
“Vita”   
“Vita eterna”   

*P.S. - Analogamente a quanto abbiamo rilevato in precedenza (Vedi Gv 10,30; Gv 17,11.21), nella nostra lettura non adottiamo l'espressione “perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa” riportata in questo testo biblico, bensì l'espressione “perché siano uno come noi siamo uno”, maggiormente fedele alle parole scritte in greco dall'evangelista: “hina [perché] ōsin [siano] hen [uno] kathōs [come] hēmeis [noi] hen [uno (siamo)]”.
La gloria che Gesù dice qui di aver dato ai suoi discepoli, va intesa quale sinonimo di  “nome” (Cfr. Gv 17,6.11.26) e di “parola” (Cfr. Gv 17,6.8.14)...
Questa gloria equivale alla rivelazione divina che i discepoli ricevono grazie alla fede in Cristo, che permette loro di essere “uno” con Lui e, per suo mezzo, col Padre.